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domenica 16 giugno 2013

Il geranio, abbellisce le case Sud tirolesi


In lingua popolare tedesca il geranio, che d'estate con la sua stupenda fioritura conquista i balconi e le terrazze dell'Alto Adige, viene chiamata “Brennende Liab”. Ma non decora solamente il “Soldo”, il balcone in dialetto tedesco altoatesino, ma anche le finestre, i cappelli dei costumi folcloristici e i crocifissi.

Già da sempre il Pelargonium e i gerani, soprattutto i gerani pendenti, sono un classico tra le piante da balcone. Il geranio è semplice da curare e ama le notti fresche delle montagne altoatesine che contribuiscono in gran parte alla bellezza e alla crescita di questa pianta.


In generale in Alto Adige i fiori estivi dovrebbero essere messi all'aperto solamente dopo i “Santi dell'ultimo freddo”. San Pancrazio (12 maggio), San Servazio (13 maggio) e San Bonifacio (14 maggio) sono le ultime giornate con gelate fino nella conca di Bolzano e dopo il giorno dedicato a Santa Sofia (15 maggio), in tedesco “kalte Sophie” si possono lasciare definitivamente all'aperto.

Oggi il geranio lo si trova non solamente di color rosso, il colore dell'amore, ma neicolori più diversi, come il rosso scuro e il rosa, il lilla e l'arancio e di color panna.

sabato 27 aprile 2013

Castelfeder



Castelfeder è il nome di una collina che sorge tra i comuni di Ora, Egna e Montagna, in provincia di Bolzano, e che dà il nome all'area turistica formata dai tre comuni e ai ruderi di fortificazioni risalenti ad epoche diverse, che sorgono sempre sulla collina.


La collina sorge nel comune di Montagna, nella Bassa Atesina, nella parte meridionale della provincia di Bolzano. Si tratta della parte più soleggiata della zona, lungo la riva orientale del fiume Adige. Subito a nord di Castelfeder sorge il comune di Ora, subito a sud si trova invece Egna. Montagna sovrasta invece la collina dai contrafforti del Monte Corno Nero.
Il clima favorevole, da una parte rese la zona fin dall'Ottocento un'apprezzata stazione climatica; dall'altra consentì lo sviluppo di piante di macchia mediterranea, che valsero alla collina il soprannome di Arcadia.


Sulla collina di Castelfeder si trovano i resti di diversi insediamenti fortificati (si contano le fondamenta di oltre 160 edifici), risalenti ad epoche diverse. Questa sovrapposizione è certamente dovuta alla posizione strategica della collina, a ridosso di vie di comunicazione presenti fin dalla remota antichità.
L'insediamento più antico pare risalire ad epoca preistorica: un villaggio retico difeso da un'acropoli, di cui restano scarsissime testimonianze.



Ai Reti si sostituirono poi i Romani, che costruirono una fortificazione, sopra la stazione di Endidae, che probabilmente sorgeva dove oggi c'è la frazione di Egna, Villa.
Nel VI secolo fu eretta una cappella dedicata a Santa Barbara, rimasta consacrata fino al 1800, poi andata in rovina.


Nel XIII secolo (o forse prima) gli Enna (Enn) fecero qui costruire un castello: se ne ha notizia per la prima volta nel 1280, quando la famiglia lo vendette, dopo aver costruito la nuova dimora di famiglia, Castel d'Enna, a Montagna. Il castello era chiamato Castrum vetere, da cui tanto il nome tedesco (la "v" si pronuncia infatti "f") Castelfeder quanto la traduzione italiana "Castel Vetere".



Laives, Pineta, S.Giacomo, La Costa

Adagiata tra le montagne maestose delle Dolomiti a Est, la zona boscosa dei laghi di Oltradige e il movimento operoso di Bolzano, Laives trasmette un fascino meridionale attorniato dal verde. Il luogo è situato sul cono di deiezione del rio Vallarsa e guadagnò una certa importanza economica nel quattordicesimo e nel quindicesimo secolo mediante il commercio del legno con il Sud. La vicina Vallarsa fornì quantità ingenti di legno che venne trasportato con delle zattere lungo l’Adige.


Il porfido di Laives fu il secondo cardine della medievale "Leifuers", anche se questo ramo economico divenne rilevante solo nel diciannovesimo secolo. Nel 1819 Laives venne dichiarato comune indipendente. Fino al 1948 la rete del tram di Bolzano arrivava fino a Laives. In seguito, con lo sviluppo del traffico automobilistico privato, la città di Laives si trasformò via via in un’amata "città satellite" di Bolzano, che venne scelta da molti abitanti del comprensorio di Bolzano come zona residenziale più economica e tuttavia molto confortevole.

tram al capolinea a Laives

Laives ha sviluppato un dialetto caratteristico. Dalla mescolanza della popolazione storicamente e tradizionalmente tedesca del passato austroungarico e la popolazione di lingua italiana dell’area trentina, è nato il „dialetto laivesotto“.

Il territorio comunale di Laives si estende da Oltrisarco oppure San Giacomo alle porte di Bolzano fino a tratti della Vallarsa, del Monte Largo, del Monte Regolo e della frazione di montagna La Costa. Particolarmente la zona della Vallarsa fino a Nova Ponente e i dintorni di La Costa sono ideali per delle passeggiate rilassanti. Per passeggiate nei freddi mesi invernali si presta soprattutto l’Altavia di Laives, che è in una privilegiata posizione soleggiata.



Dal punto di vista storico, l’aggiunta all’antica chiesa parrocchiale del 2004 è degna di nota: è un’affascinante combinazione architettonica tra l’antico e il moderno. Il campanile dell’anno 1250 è stato conservato. Una gita vale anche la cappella di San Pietro, conosciuta come „Peterköfele“, sopra Laives, anticamente parte del castello Liechtenstein, oggi non più esistente.


vista a 360 gradi dal Peterkofele sul territorio di Laives


martedì 23 aprile 2013

Cosa facciamo domani? Was machen Morgen?

Per i Giovani: Love Electro! Festival - Spring Edition 2013

Great to announce or 12th edition of the Love Electro! Festival in the Club Max in Bressanone. Finest electro sounds of Koan Sound, Far Too Loud, The Search, Subsurface... be there.
Biglietti 15 E.
Bressanone, Club Max.
mer 24.04.2013, ore 21.00 - 00.00 e 00.00 - 04.00
More info www.electrofestival.com o contattateci

Nomansland live at Rock Cafe


Un'alchimia unica fatta di adrenalina, passione e coinvolgimento live. Tutto per dare la giusta dimensione alla musica che riempiva di sudore le dancehall degli anni '80!
Entrata Libera
Bolzano, Rock Cafè
mer 24.04.2013, ore 19.30 - 22.00
More info www.nomansland.it o contattateci

Artiparlando - Massimiliano Gioni


artiparlando, il ciclo di conferenze nato dalla collaborazione tra la Libera Università di Bolzano (Facoltà di Design e Arti) e Museion giunge quest’anno alla tredicesima edizione. Negli anni gli incontri di artiparlando hanno ospitato relatori d’eccezione: dal fotografo Oliviero Toscani al filosofo Massimo Cacciari, dagli imprenditori Alberto Alessi e Reinhold Würth al critico Germano Celant fino all'artista Rudolf Stingel, e molti altri.
Il ciclo 2013, intitolato “Art / Design Practices 2013”, propone un’analisi sul sistema dell’arte e del design oggi, tra biennali, fiere e musei.
La Biennale di Venezia, madre di tutte le biennali, è una delle occasioni più importanti a livello mondiale per farsi un’idea sullo “stato dell’arte”. Nell'incontro del 24 aprile la racconta uno dei suoi protagonisti. Massimiliano Gioni, direttore della Biennale 2013, illustra infatti ad artiparlando il suo concetto di biennale ispirato al “Palazzo Enciclopedico”, l’idea di un museo immaginario concepito dall'artista italo-americano Marino Auriti.
Entrata Libera

Bolzano, Museion
mer 24.04.2013, ore 20.00 - 21.30
More info www.museion.it o contattateci

Tempo d'Asparagi a Terlano
In aprile e maggio si tiene l'iniziativa culinaria Tempo degli Asparagi. Dieci ristoranti a Terlano, Vilpiano e Settequerce propongono varie specialità a base di asparagi.

Terlano, Alberghi di Terlano
04.04.2013 - 31.05.2013
lun-dom ore 12.00 - 14.00 e 18.30 - 22.00
I ristoranti aderente all'iniziativa hanno diversi giorni di riposo, che possono essere trovati su www.ristoasparagi.it. o contattateci

Ballo con ballerini specializati, impara a ballare in pizzeria

Musica dal vivo
Ora, Pizzeria Nussbaumer
mer 24.04.2013, ore 20.00 - 23.55
mer 01.05.2013, ore 20.00 - 23.55
Entrata libera
Info: contattateci


Per sapere altri eventi come: presentazioni, feste, concerti, visite guidate, danza, cucina, mostre, teatro, non esitate a lasciare un commento!!! vi risponderemo con molto piacere!!!



sabato 20 aprile 2013

Passeggiata dei 3 castelli di Appiano


Una piacevole escursione, la quale vi porta a 3 castelli famosi di Appiano: Castel d’Appiano, Castel Boymont e Castel Corba.



Partenza: Castel Corba a Missiano (Comune Appiano)
Sentiero: Castel Corba - Kreideturm - Castel d’Appiano - Rovine di Castel Boymont (Sentiero circolare)
Segnavia: 12, sentiero dei castelli, 14
Tempo di percorrenza: ca. 2 ore
Dislivello: ca. 300 m
Escursione intrapresa: marzo 2013
A misura di famiglia? Sì, ma non con passeggini. I più piccoli possono essere portati nello zaino portabambini


Punto di partenza per la nostra escursione è il piccolo ed idilliaco paesino Missiano del comune di Appiano. Parcheggiamo la macchina direttamente al parcheggio al di sotto di Castel Corba e da qui ci avviamo lungo la strada asfaltata. E da qui possiamo già vedere due dei castelli che oggi saranno meta della nostra escursione: Castel Corba, da dove siamo partiti, e le rovine di Castel Boymont nel bosco sopra Castel Corba.


Il sentiero ci porta lungo vigneti e frutteti. Da qui abbiamo una stupenda vista sulla valle e sulla città Bolzano. Giá dopo poco tempo arriviamo ad un maso, il quale passiamo fino a quando la strada porta in un bosco. Sempre su questa strada asfaltata proseguiamo fino ad arrivare ad un parcheggio, da dove svolta un piccolo sentiero. Imbocchiamo questo e proseguiamo in salita attraverso il bosco. In poco tempo lasciamo dietro di noi un gran dislivello e raggiungiamo infine la torre “Kreideturm”.

Passiamo il “Kreideturm” e ci teniamo alla sinistra per giungere al sentiero che ci porta verso Castel d’Appiano. Sempre camminando attraverso il bosco seguiamo la strada in salita. Qui decidiamo di fermarci un attimo per riprendere fiato e bere qualche sorso di acqua che abbiamo portato con noi. Ormai siamo a pochi metri dalla nostra prima meta: Castel d’Appiano. Uno stupendo panorama ci accoglie subito arrivati. Vediamo la valle sotto di noi, la città di Bolzano e l’imponente Sciliar. Dopo aver scattato qualche foto, decidiamo di entrare all’interno del castello. Per un ponte raggiungiamo il grande portone d’ingresso, attraverso il quale entriamo nel cortile interno.

Dopo la visita nel castello proseguiamo il nostro cammino in direzione delle rovine di Castel Boymont. Lungo il sentiero incontriamo cavalli e maiali che ci guardono passare :-)! A questo punto il sentiero ci porta in discesa in una gola, dove all’altro lato dobbiamo di nuovo risalire per ponti e scale in alto. Passato questa gola, ci giriamo e godiamo ancora una volta la magnifica vista su Castel d’Appiano con la sua cappella.

Il sentiero ci porta attraverso un bosco (n° 14) e ci avviciniamo alla nostra prossima meta, cioè le rovine di Castel Boymont. Dopo una piccola salita siamo arrivati al maniero. E di nuovo siamo sopraffatti dalla stupenda vista panoramica…
Dopo un piccolo rinfresco ci avviamo infine sulla nostra via di ritorno. Per un piccolo tratto ritorniamo per la via che ci ha portato alle rovine di Castel Boymont e ad un incrocio svoltiamo infine a destra sul sentiero che ci riporta a Castel Corba.

Indicazione: L’escursione è piacevole e da consigliare soprattutto d’autunno e in primavera. I castelli sono inoltre per bambini un grande parco giochi e possono scoprire numerosi luoghi nascosti, avventurandosi tra le mura antiche.

Ulteriori informazioni: Associazione turistica Appiano, Tel.: +39 0471 662206, info@eppan.com


martedì 8 gennaio 2013

Pattinare sul lago di Caldaro

Il lago di Caldaro si trova nell'Oltradige a pochissimi chilometri da Bolzano. E' il lago naturale più grande dell'Alto Adige.  Lo specchio d'acqua è situato a una quota di  216 m, il che lo rende il lago a più bassa quota della provincia.


A causa delle temperature rigide e della sua bassa profondità (4 m. di media) il lago inizia a ghiacciare già in autunno e di solito dai primi di dicembre la superficie è completamente gelata.


Il comune di Caldaro "vieterebbe" di pattinarci sopra, ma siccome un grande pericolo non c'è, si limita a vietarlo  solo esclusivamente nei periodi di Fohen, quando le temperature schizzano anche fino a oltre 20 gradi per alcuni giorni, per poi tornare sotto lo 0. 


Durante le vacanze di Natale e durante tutti i week-end di gennaio e febbraio il lago si riempie di di famiglie e giovani che pattinano in lungo e in largo in tutto il lago, scivolando su una superficie piatta e levigata dal vento. 




E se non sai pattinare?
Non c'è problema si può fare una passeggiata chiacchierando, sulle passerelle dei famosi biotopi a sud del lago. Poi, magari a ora di merenda, per concludere la giornata si va nei locali, bar, hotel, masi sulle rive del lago a bere un punch, una cioccolata calda o una fetta di Sacher o strudel.


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